“La partecipazione tra impegno e frustrazione”
Di Emilia Leonetti – Presidente Vivonapoli APS

Caro Direttore,
l’articolo di Alberto Lucarelli, pubblicato alcuni giorni fa, chiama direttamente in causa associazioni di promozione sociale come Vivoanapoli che dal 2012 è impegnata a ragionare sulla città, sui processi di trasformazione in corso o attesi, sul ruolo dei cittadini e delle Istituzioni investite del diritto/dovere di governare. Un tema, almeno per noi, sentito e che si scontra frequentemente, se non costantemente, sulla difficoltà di ottenere attenzione e soprattutto ascolto.
Come ha affermato Alberto Lucarelli, la partecipazione è un campo che deve essere regolamentato e che andrebbe quindi definito con norme dedicate, prima di tutto a livello regionale.
Un paio di anni fa Vivoanapoli ha promosso un confronto con i rappresentanti delle uniche tre Regioni italiane che hanno legiferato in materia: Emilia-Romagna, Toscana e Puglia. Le uniche che hanno da anni creato uffici regionali con funzionari dedicati ad attuare politiche di partecipazione dei cittadini su questioni di interesse collettivo.
Un percorso sancito con diverse direttive/raccomandazioni dell’Unione Europea, l’ultima del 2023 invita i Paesi dell’Unione a rendere i cittadini partecipi delle politiche pubbliche, precisando che “nei processi di elaborazione delle politiche pubbliche è opportuno promuovere attivamente un coinvolgimento inclusivo ed effettivo tra autorità pubbliche e cittadini, organizzazioni della società civile e difensori dei diritti umani”. Per inciso, anche la nostra Costituzione prevede, all’art.118, che “Stato, Regioni, Città metropolitane, Comuni favoriscano l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli o associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà orizzontale”
Siamo come Regione Campania in enorme ritardo perché non esiste una legge al riguardo, così come non esistono a livello comunale percorsi che producano un effettivo coinvolgimento di cittadini e associazioni. È diventato, quindi, per noi indispensabile agire promuovendo con regolarità incontri pubblici su tematiche di comune interesse, chiamando, ogni volta, i rappresentanti delle Istituzioni a partecipare, ascoltare, dare risposte. Abbiamo dato vita a percorsi di partecipazione, non regolamentati, ma incentrati su alcuni punti precisi: individuazione dei temi di comune interesse, approfondimento del tema da portare al pubblico dibattito, confronto pubblico con esponenti del settore di cui si discute, coinvolgimento dei referenti istituzionali.
Il dato che in questi anni è emerso con chiarezza è che esiste un diffuso desiderio di discutere di questioni come la mobilità, la trasformazione degli spazi urbani, il turismo, le scelte politiche per creare lavoro, i settori su cui puntare…È un lavoro di prospettiva che noi di Vivoanapoli percorriamo avendo, sempre e comunque, come focus la cultura intesa come fattore di trasformazione sociale e economica.
Una prospettiva che ci ha portato, nel 2023, a stringere un accordo di collaborazione con l’Università Federico II e che ci ha consentito di avviare, insieme al gruppo di lavoro guidato dal Mobility Manager Cino Bifulco, un intenso iter di analisi, proposte, incontri incentrati sull’area orientale, dal titolo “Quartiere 15 minuti, Barra-Ponticelli-San Giovanni”. L’intento è ripensare la città partendo dai quartieri, e da quello dell’area orientale caratterizzato da una serie di condizioni che renderebbero possibile una riorganizzazione nell’ottica del “Quartiere 15 minuti”, ovvero un quartiere dove muoversi al suo interno, prevalentemente con i mezzi pubblici o ricorrendo alla sharing mobility, e soprattutto connettendo spazi, valorizzando funzioni.
In tre anni abbiamo coinvolto la Municipalità 6a, diverse associazioni del territorio, le scuole superiori in un’azione che ha avuto, come primo obiettivo, condividere l’idea, confrontarsi sul senso del percorso e sul suo valore. Ultimo risultato è un accordo siglato poche settimane fa tra Università Federico II, Vivoanapoli APS, Amicar-Gesco e sei Istituti Superiori di Ponticelli, Barra e San Giovanni per sottoporre ai Decisori Pubblici degli interventi migliorativi del servizio di Trasporto pubblico che consentano ai ragazzi di raggiungere le scuole con mezzi su gomma o su ferro e non con l’auto privata (attualmente il 53% degli studenti va a scuola con mezzi propri, solo il 5% ricorre al TPL).
Come sottolineavo prima si tratta di un percorso articolato, complesso e che stiamo portando avanti insieme ad Istituzioni di grande rilievo come è l’Università Federico II e il suo Dipartimento di Ingegneria dei Trasporti, con il Consorzio Amicar-Gesco, a dimostrazione della volontà di proporre una nuova idea di città in cui cittadini, associazioni, istituzioni lavorino in stretta collaborazione e in cui associazioni come Vivoanapoli abbiano la possibilità di avere una nuova idea di città che guardi in prospettiva e che abbia la possibilità di individuare luoghi e spazi per condividerla con chi è chiamato a governare.
Immagini di alcuni eventi organizzati da Vivoanapoli nel 2026



