Con Vivoanapoli Eduardo torna al San Ferdinando

di Giulio Maggiore
Eduardo-SanFerdinando

Giovedì 19 novembre 2015 Eduardo De Filippo è tornato nel suo teatro, il San Ferdinando, per parlare al suo pubblico preferito, una platea di oltre 400 fra bambini e ragazzi provenienti da sei scuole di Napoli.

Il “miracolo” è stato reso possibile dall’iniziativa dell’associazione Vivoanapoli, che ha inaugurato il secondo percorso del ciclo Perché Vivoanapoli. Fra bellezza e abbandono con la proiezione pubblica del documentario di Francesco Saponaro, Eduardo. La vita che continua, davanti agli studenti che partecipano al progetto. Grazie alla disponibilità del nuovo Teatro Nazionale di Napoli è stato possibile vivere l’evento nel luogo che più di tutti rappresenta lo spirito e la storia del grande drammaturgo napoletano.

Saponaro-LeonettiHa preso parte all’iniziativa anche il regista del film, Francesco Saponaro, che ha accompagnato i giovanissimi spettatori alla scoperta dello straordinario profilo artistico, umano e civile di Eduardo, per appropriarsi di un pezzo della loro storia e della cultura della città in cui vivono.

Erano presenti oltre quattrocento studenti, di classi ed età diverse, provenienti da sei scuole distribuite su tutto il territorio napoletano: ITIS Leonardo da Vinci di Poggioreale, Liceo Genovesi e Scuola Media Ugo Foscolo del Centro StoricoIstituto Comprensivo Giovanni 23°-Aliotta di Chiaiano, Scuola Media Fiorelli di ChiaiaIstituto Comprensivo Minniti di Fuorigrotta.

I ragazzi, coinvolti in un progetto di approfondimento sulla cultura della città di Napoli che li vedrà impegnati tutto l’anno, hanno seguito lo spettacolo con attenzione e vivacità, ascoltando dalla voce di Eduardo insegnamenti antichi, mentre scorrevano immagini in bianco e nero della Napoli del dopoguerra, intrecciate con i mille colori di una città che non perde mai la sua fame di vita.

Davanti a tenti occhi viziati da una stanca abitudine alla multimedialità del virtuale, è andata in scena la grande magia del teatro, come se fosse il palcoscenico stesso a raccontare la storia di quell’uomo che poco meno di 70 anni prima lo aveva salvato dalla rovina per trasformarlo nella sede di alcune delle più memorabili rappresentazioni del secolo scorso. Immagini di repertorio, interviste a grandi artisti del passato e a testimoni privilegiati, improvvisi tuffi nella frenesia dei vicoli, paesaggi incantati fra il Vesuvio ed il mare per oltre un’ora hanno fatto da cornice al viso scavato di Eduardo, che raccontava l’ispirazione e il senso delle sue tragiche commedie.

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“Ha da passa’ ‘a nuttata”. Con questa battuta sempre attuale e sempre incompiuta si apre il documentario: una promessa o una speranza che in questa città siamo costretti a ripeterci spesso, guardando verso un futuro che non arriva mai. La bellezza e l’abbandono: un dono e una condanna che si inseguono in una sfida che sembra senza soluzione, dal dopoguerra raccontato da Eduardo fino ai giorni nostri, in cui il progresso pare aver rubato a Napoli anche l’anima.

Eppure, proprio le parole di Eduardo che chiudono il film possono indicare una strada per restituire a questa città una possibilità:

Si dice che nella vita dell’uomo c’è un punto di partenza ed un punto di arrivo, di solito riferiti all’inizio e alla fine di una carriera. Io, invece, sono convinto del contrario: il punto di arrivo dell’uomo è il suo arrivo nel mondo, la sua nascita, mentre il punto di partenza è la morte che, oltre a rappresentare la sua partenza dal mondo, va a costituire un punto di partenza per i giovani.

Dunque, questi miliardi di punti di partenza, che miliardi di esseri umani, morendo, lasciano sulla terra, sono la vita che continua. La vita che continua è la tradizione. Se un giovane sa adoperare la tradizione nel modo giusto, essa può dargli le ali.

E qual è il modo giusto? E’ lo studio, l’approfondimento delle esperienza di chi ha vissuto prima di lui. Se si resta ancorati al passato, la vita che continua diventa vita che si ferma – e cioè morte – ma, se ci serviamo della tradizione come d’un trampolino, è ovvio che salteremo assai più in alto che se partissimo da terra!»

Costruire il futuro partendo dai valori e delle esperienze di una grande tradizione, che può e deve diventare cultura viva della città.  Vivoanapoli ha raccolto questa sfida, portando i giovanissimi studenti napoletani a contatto con il magnifico mondo di Eduardo, un primo passo per realizzare rendere possibile il cambiamento.

Il documentario completo dal sito di RAI TV

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